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Come posso parlare di me e non parlare di Lui? “Lui chi?”, direte voi ignari lettori del mio blog… Lui è Jeff. Jeff Buckley.
Parlare di me implica necessariamente questa parentesi, visto che tutta la mia vita ruota intorno a lui e all’essere fantastico che è, e non parlo in termini materialistici ma in termini puramente spirituali e ideali: non ho mai VISTO la Grazia se non in Lui, non ho mai ascoltato nulla di più angelico della sua voce stupenda, non ho mai avuto prove dell’esistenza di dio (in cui peraltro non credo) ma ho avuto le prove della sua presenza in me e affianco a me. Jeff per me è molto più di un artista. E’ il filo di Arianna che riporta Teseo fuori dal labirinto, è la redenzione e la salvezza, il porto quiete che accoglie le mie ansie e il punto di riferimento più saldo che ho. Lui è la Luce alla fine della notte, è la risposta che dò alle mie domande e la colonna sonora di ogni singolo minuto di ogni mio singolo giorno di ogni mio singolo mese di ogni mio singolo anno.
Ci sono stati svariati momenti nella mia vita in cui c’erano situazioni difficili da sostenere, situazioni strane, buie, e Lui è stato la soluzione. Credetemi, non sono una folle ossessionata: il mio nei suoi confronti è un bisogno REALE. Continua ad essere sempre, costantemente, la persona che sento più affianco, la persona che con la sua voce parla al più profondo abisso di me intrufolandosi in luoghi che neppure io credevo di conoscere e che lui mi fa scoprire per la prima volta.
La sua tragica morte ricorrerà a breve. E sarà mio (doloroso) dovere celebrarla con un post interamente dedicato a Lui, a Lui che per primo è entrato così a fondo nella mia anima prima che lo facesse qualcuno a me vicino, tipo un amico o un’amica; a Lui che è sempre il vino delle mie ebbrezze, a Lui che c’è stato e che mi ha donato tanto, a Lui che nonostante tutto non mi ha mai mollata, a Lui che resta la cosa più straordinaria che abbia mai incrociato sulla strada… a Lui che mi fa andare avanti e che per quanto possa pensare la gente, resta l’unico esempio divino che riesco a concepire.
So benissimo che fate fatica a considerarmi normale dopo certe premesse, ma provate a immaginare cosa significhi aver trovato il modo di essere sereni attraverso la musica, nel mio caso la sua. Sembra strano ma è così, e la cosa peggiore è che è un sentimento che non so spiegare meglio di cosi, nonostante gli sforzi… dovrete accontentarvi e usare un po’ di fantasia e almeno un pezzetto della vostra anima per cercare di capire meglio…ma non importa…io so bene cosa è per me…e questo è l’importante.
A te, Jeff, che sei parte della mia anima e della mia vita, dedico questo blog che porta il verso di una tua canzone. A te che non sei imitabile e che resterai il fascio di luce divina nel mondo. A te. A me. A quello che significhi. E grazie infinite…di tutto, di sempre, davvero.
<<…Oh if only you come back to me…if you laid at my side, wouldn’t need no mojo pin to keep me satisfied…I don’t wanna weep for you, I don’t wanna know…I’m blind and tortured, the white horses flow…Your memories fire…the rhythm falls slow…black beauty I LOVE YOU SO…>>
Jeff Buckley, “Mojo Pin”
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