Summer’s coming (+ una riflessione sulla mia vicenda scolastica odierna)
Oh si…l’estate sta arrivando…oggi fa un caldo a dir poco sorprendente e in questa fine di maggio sembra tutto dilatato, anche il tempo. Forse soprattutto lui. Sembra non passare mai… stanotte non sono riuscita a dormire e sono rimasta un bel po’ a guardare la luna, finchè una strana forza intorno alle 5 di mattina non mi ha fatta piombare di nuovo fra le braccia di Morfeo, anche se alle 6 ero già attiva e pronta a portare avanti una giornata che è sembrata INTERMINABILE.
Sarebbe bello poter andare in California. So che a volte divento ossessiva con i miei sogni e i miei desideri, ma effettivamente è proprio quello che voglio…poter andare un po’ lì nella terra del sole e dell’indie per vivere un po’ come dico io…e poi trovo che sia un posto bellissimo, specialmente per chi come me vuole imparare il surf. Non vi stupisca quindi il fatto che ascolto l’intera discografia dei Death Cab ormai da sabato.
Detto ciò io passerei alle cose un tantino più serie. Credo che scriverò un libro se la mia malferma pazienza me lo consentirà. L’idea che ho in mente è carina, luminosa come il pomeriggio californiano (in cui sarà ambientata) e allo stesso tempo oscura come la fresca ombra delle stanze con le tapparelle semi-abbassate. Ma l’idea non voglio raccontarla qui.
Comunque volevo proprio dirvi questa bella cosa che è successa oggi: correggere il prof di matematica.
Bene, io e la matematica siamo su pianeti diamentralmente opposti: gli abitanti del mio pianeta sono simpatici neuroni multicolore che folleggiano e suonano delle strane chitarre fatte di filamenti nervosi, mentre spargono colori e pazzia ovunque (per dirla alla Nietzsche, “Bisogna che tu abbia un caos dentro di te per far sorgere una stella danzante”, alias: la pazzia è il motore della creatività. Applauso, applauso a Nietzsche). Gli abitanti del pianeta matematica sono invece esserini superbi e antipatici, di quelli squadrati e geometrici, con gli occhialini e le vocine stridule, quelli che al posto del corpo hanno i simboli matematici e girano armati di squadrette e righelli con le magliette che portano impresse le minacce chiamate numeri. Ecco, è in questo delirante clima della mia mente che svolgo ogni giorno il mio “dovere” (che reputo piuttosto un favore al mio professore per puro amor di media scolastica) e in qualche modo devo trovare dei simpatici diversivi che rendano vivibile un’ora ETERNA.
Bene, parto subito in quarta con la correzione del prof: lui accusa un mio compagno di aver sbagliato l’operazione, quando in realtà lo sanno tutti che scrivere 5/3 x per 2 è lo stesso che scrivere 2 per 5/3 x. Ma lui no. Lui ha deciso di sfatare il mito della proprietà commutativa, compie il suo dovere di paladino della neoscienza per smontare le mie ASSAI SCARSE certezze matematiche che si limitano alle tabelline e alle proprietà delle moltiplicazioni e delle addizioni. Ma questa volta sono nel giusto come un vecchietto quando chiede il posto nel bus: nessuno può dire di no. Fregato. Menomale che ho scelto il Liceo Classico, penso. A questo pensiero segue subito l’immancabile strafalcione del prof che questa volta sbaglia un bel congiuntivo di quelli proprio eclatanti. Il fragore delle risate è clamoroso. Giunge fino agli antipodi dell’istituto e racchiude nella sua gabbia sonora tutte le classi vicine. Il Nostro si accorge subito della gaffe e ammette in modo sconvolgente per un docente di LICEO CLASSICO: “con i congiuntivi ho un po’ di problemi”.
L’ilarità iniziale si trasforma in orrore e raccapriccio: va bene confondersi con la matematica, ma sbagliare un congiuntivo in un Liceo Classico mi sembra davvero il colmo, specialmente se a compiere l’ignobile atto è un professore. Io faccio qualche rapido calcolo (sì, fatto strano…) e realizzo in breve che nemmeno gli alunni sbagliano i congiuntivi. A questa presa di coscienza segue una riflessione dettagliata sull’accaduto: penso che come il mio prof ce ne sono molti, e che poi tutti si lamentano se gli studenti italiani non sono ben preparati. Affianco ai più capaci docenti (di cui tutti i miei prof sono fortunatamente insigni esponenti) ci sono le dovute eccezioni che fanno capire PERFINO ad un alunno quanto sia importante la preparazione di un insegnante.
Se fosse stato un mio compagno a sbagliare non starei nemmeno qui a raccontarlo, ma a dire il vero, se proprio devo essere onesta, ho voluto scriverlo solo perchè non sopporto il mio prof e lui non sopporta me. Specialmente quando qualcuno mi viene a dire che sono io ad essere mentalmente poco elastica o addirittura una che non capisce, bè allora è guerra aperta…chi è che non capisce, eh? io posso anche sbagliare un’equazione (inutile come i fazzoletti usati nella costruzione dell’individuo del futuro) ma almeno so parlare l’italiano, e se è per questo, anche l’inglese. Diciamo che questo voleva essere uno sfogo alla fine di un anno di ingiurie nei miei confronti dai quali con molta classe mi divincolo…muahahah. E vediamo adesso chi ride. No vabbè dai non avevo scopi cattivi con questo intervento. Volevo solo far notare come a volte siano i professori stessi a sottolineare degli errori agli alunni quando loro ne compiono di simili nella materia a loro opposta. Per me è la stessa cosa: italiano ok, matematica zero. Il massimo a cui posso aspirare è un 6 di cortesia dovuto ai molti 8 e ai pochissimi 9 che riesco a rimediare. Quindi Special Thanks to “La mia media scolastica” per avermi impedito di fottermi l’esistenza appresso ad una materia che reputo a dir poco inutile. Saluti e baci e rock’n'roll e pace e amore e mi raccomando, vogliate bene ai vostri amici e alla vostra anima. Sì, proprio così. E ora vado. Sì, devo proprio andare. Andare…
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muauauauau…la commentatrice matta ritorna all’attacco!!!!…post da leggere tuttodunfiato, assolutamente si!!!…ma vogliamo parlare della fine???…ho una VAGA idea della provenienza della tua ispirazione oppure ogni riferimento è puramente casuale???…Ti voglio bene piccola Lily…e fanculo ai prof dementi!!!
bicia68 - Maggio 28, 2008 at 8:29 pm