Fall in Light…the light of Grace
…my fading voice sings of love but she cries to the clicking of time…_oO°Jeff Buckley°Oo_

Lug
31

Già, sono sparite. Ricordi quando le guardavamo insieme, nascosti al buio? Ricordi? Io ricordo tutto, ricordo delle stelle piccole e perfette e il rumore dell’acqua sulla riva. Ricordo anche degli odori. Odore d’acqua, di sera, d’estate…Te lo ricordi, l’odore dell’estate? Ogni stagione ha il suo, ma quello lo ricordo più degli altri, mentre la tramontana stanca della sera si stendeva sull’erba seccata dal sole…quell’odore di campagna credo, forse solo di terra calda, unito a quello dei fiori e della frutta. Ricordi anche quei suoni lontani?
Ricordo quando hai imbracciato la chitarra affianco a me, sfioravi le corde con la leggerezza di un peplo di seta sui fianchi di Venere, vedevo solo l’ombra di te e dei tuoi capelli dalla sigaretta accesa e dal suo fumo azzurrino. Gli accordi sulla chitarra si confondevano un po’ col vento. Sentivo solo il suono sublime della musica quando ho chiuso gli occhi. Nothing Else Matters. Metallica. Immaginavo me e te a ballare in faccia alla luna, io e te che odiamo ballare. Ti sentivo sorridere. Volevo stringerti la mano ma la gravità era più forte di me e mi schiacciava al suolo. Avevi i capelli lunghi. Io li adoravo. Tutti invece li odiavano. Dicevano sempre che razza di ragazzo eri, solo perchè li portavi così. Sembravamo, insieme, due di quei guerriglieri degli anni 70, io con i miei vestiti minimali e tu con i tuoi capelli lunghi. Ci piaceva così, ci piaceva in un’altra epoca. Come quando giocavamo a fare gli hippy, andando in giro vestiti più colorati del solito. Come quando facevamo i metallari, pieni di jeans e borchie, cantando i Metallica a squarciagola in questa piccola bigotta città. Come quando facevamo i decadenti, leggendo insieme Baudelaire in faccia alla sera. Ricordi quelle sere, te le ricordi? Ricordi le voci dalle finestre, il crepuscolo viola, le prime luci che si accendevano? Ricordi anche la strada, la adorata strada, quella con la sabbia sul ciglio, completamente deserta alle otto di sera? Ricordi io e te in moto, mentre ti stringevo la vita e cercavo di rapirti, o forse eri tu a rapire me, chissà. Ricordi quando ti guardavo un po’ trasognata e dicevi che amavi quello sguardo perso? Ricordi quando ti dicevo che il tuo respiro mi rilassava? Te lo ricordi ancora?
 
Le luci sull’acqua non ci sono più. Sono sparite. Ricordi quando le guardavamo insieme? Io non me lo ricordo perchè non è mai stato. Io non ricordo luci sull’acqua, nè odori. Ricordo solo un addio. Io e te a dirci addio. Forse per sempre, forse per poco. Io che mi allontano e tu che resti lì, con la birra in mano, dopo aver suonato. Io che mentre me ne vado capisco che è una cosa brutale. Io che nel mio inconscio già sapevo. Tu che nel tuo inconscio già sapevi.
Io non ricordo luci sull’acqua. Ma le ho sognate tante volte. Ho solo due o tre ricordi di noi, ho solo quelli e sono tutto quello che mi resta. Ho solo poche parole e pochi sorrisi. Il resto…il resto è distanza. Hai sognato anche tu? Hai sognato di noi anche tu, qualche volta?

Giu
17

Vabbè, non sarà una pratica comunissima, ma farsela pagare tanto mi sembra eccessivo!
Progetto: STAMPARE UNA MAGLIETTA.
Ne volevo una dei Death Cab For Cutie con questa foto…
Bellissima…Mi piace tanto che voglio stamparla. E come se non bastasse, sul retro della maglietta ci stamperò un testo dei MITICI Death Cab…ovviamente quello di “A Movie Script Ending”, anche se ero indecisa fra questa, “Tiny Vessels” e “Soul Meets Body”.
Guarda teeeeee che bello!! Parlavo di “A movie script ending” ed è arrivata dalla riproduzione casuale del mio  ipod…scandaloso…
Vorrei trovare tipo un fan club dei Death Cab, li trovo grandiosi.

Dopo quella dei Death Cab, ne volevo una dei Nada Surf, altra mia grande passione. La foto che avevo scelto era questa…  
Bella eh? Mi piaceva moltissimo…I Nada sono proprio grandi, e poi insieme ai Death Cab sono i veterani dell’Indie…l’hanno quasi inventato loro, nel senso che suonano indie dal 1992.
Mi piacciono tanto…credo che abbiano una grande carica e un grande talento, come i Death Cab. Ma purtroppo si trovano magliette solo dei gruppi più tamarri della storia, e di gruppi indie nemmeno l’ombra.
QUESTO è INGIUSTO. Anzitutto perchè i Gruppi indie sono assolutamente rispettabili, e poi perchè se è vero che bisogna garantire democrazia, affianco alla maglietta dei merdosissimi Finley voglio vedere anche quella dei gruppi indie, eccheccazzo.
Invece no. Nessun negozio in questo buco di città vende una dannata maglietta di un gruppo indie, nemmeno del più famoso tipo…chessò, i Rooney. Niente. Zero. Nulla. Vuoto. Mah… Comunque anche qui, testo sul retro…ma non so ancora bene quale.

Poi volevo una maglietta di Jeff ovviamente, perchè…vale il discorso fatto sopra. Si trovano centinaia di magliette di Vasco Rossi o chessò io, e Jeff no. Anche se credo che nel suo caso sia meglio così. Anche nel suo caso, foto sul davanti e testo sul retro. O forse testi. Due magari. Questa deve essere speciale per le ovvie ragioni che conoscerete se avrete letto il mio blog per intero.
Ah comunque credo che mi farò un account Myspace. Voglio diventare amica dei gruppi indie, muaaaaa!!!

Giu
17

Jeff in “You and I” diceva “And we will feel the weight fall away from us in time”. Togliersi un peso non fa male, anzi è liberatorio. Specialmente quando scivola via appena in tempo.
 A volte basta confessare tutto quello che provi ad un amico per sentirti subito libero. E poi quando l’amico ti capisce è anche meglio.
Era un anno e mezzo che volevo togliermelo, questo peso. Un anno e mezzo che nessuno a parte me ha vissuto così nel profondo, persa com’ero in qualche anfratto dell’anima. Io che per la prima e unica volta in vita mia non sono stata affatto razionale, in niente. E ora molti hanno anche capito perchè.
Io che ho fatto carte false, che ho giocato quelle migliori, che ho cercato di plasmare il destino e di deviarlo, io che ho vissuto giorno per giorno nella stessa claustrofobica speranza. E io, che dopo un anno e mezzo ancora sono qui e ne parlo senza alcun rancore, perchè seppure sofferta, è stata la cosa più bella che mi sia successa, anche se non si è mai completamente avverata per come l’avevo pensata. Io che per un anno e mezzo ho dimenticato tutto il resto. Io che attraverso tutto questo ho ritrovato me stessa, la vera me, quella che ha sete di volere bene in modo grande e incondizionato. Senza fregature, senza vie di mezzo, senza doppi fini…solo volere bene. E volere che le persone siano felici, anche senza di me.
Detto così il tutto potrà sembrare molto enigmatico, ma non importa. Io e chi deve sappiamo cosa vuol dire…Specialmente io, che non ho più parole per descrivere tutto questo, per quante volte ne ho parlato dentro di me, nei miei diari. Basta così…”Oh well, enough said.” dissero gli Smiths. E infatti ho detto abbastanza…

Giu
11

Quei giorni in cui tutto potrebbe succedere e nemmeno te ne accorgeresti. Quei giorni in cui c’è il sole, bellissimo, ma non ti importa. Quei giorni in cui sei avvolto da una strana nebbia. Quei giorni in cui solo suonare ti calma. E leggere. Boh. Apatia. Sarà perchè qualcuno sparisce nel nulla. Sarà perchè qualcun altro si sta autodistruggendo e non hai la minima idea di che fare per fermarlo. Sarà perchè vedi un amico soffrire  e vorresti impedire anche questo. Sarà perchè NON SENTI PIU’ NIENTE…sarà così. Inutile parlare del Vuoto. Parmenide diceva che si puo’ parlare solo dell’essere perchè lo si conosce. Ma il vuoto è Non-essere. Quindi non ne parliamo. Anche perchè come lo descriveresti?? Sarebbe solo un cerchio di parole. Verrebbe solo da andare a dormire. Verrebbe solo da ascoltare Jeff, sempre e comunque, nel bene e nel male. Sarebbe così. Vuoto. Buio.
Come gli adesivi che si staccano….

Giu
09

Finalmente, finalmente, finalmente! Barack Obama è FINALMENTE il nuovo candidato alle presidenziali americane per i democratici. Olè. E abbasso la Clinton. Perchè sinceramente nonostante il mio marcato orgoglio femminile, quella donna è davvero insopportabile.
In ogni caso, Obama e la sua figura stanno diventando sempre più un marchio e un prodotto commerciale. Come tutto in America. Adesso anche i candidati a presidenti diventano marchi. Bene, ma che squallore! Certo, sempre meglio che il marchio sia Obama che Berlusconi, questo è poco ma sicuro, ma secondo me non si può arrivare a tutto questo. Obama è un uomo serio. Un uomo che, come dice Bob Dylan, suo ultimo e insigne sostenitore, “sta ricostruendo l’America partendo dal basso”. Un uomo genuino, come tanti. Una figura semplice, composta. Sempre con un bel sorriso sulla sua faccia alla Luis (o Lewis? boh) Hamilton (notata la somiglianza?), sempre con camicia e pantaloni poco appariscenti, sempre senza cravatta. Uno di noi. E guardate invece i politici italiani: con i loro bei gessati di chissà quale marca sempre ben esposti, con la puzza sotto il naso, con i trapianti di capelli e i lifting…
Ora allora si spiega. Seppure Obama lo stiano sfruttando come strategia di marketing, a me va anche bene se il prodotto è buono. E lo è. Ma questo si può fare con Obama, che è un esempio quantomeno decente di politico. E’ il Kennedy di oggi (speriamo non faccia la stessa fine). Guardate gli italiani. Guardateli! Come si fa a renderli un prodotto appetibile per un votante?
Se fossi cittadina americana andrei a votare Obama con la consapevolezza che è uno di noi, perchè è nato povero e si è fatto le ossa da solo. Ma sono cittadina italiana e andrò a votare chissà chi con la consapevolezza che anche i candidati di sinistra sono in realtà fantocci borghesi.
Va bene: usare un politico come un prodotto da propinare agli elettori è comunque sbagliato. Ma preferisco che mi si presenti Obama piuttosto che i politici italiani, di qualsiasi fazione. Se proprio devo essere consumatore, ebbene, scelgo Obama.
La gente Obama lo voterebbe comunque, anche senza la pubblicità che gli viene fatta. Perchè indovinate cosa gli ha permesso di vincere contro la Clinton? Proprio il fatto di essere una persona come tante altre, un uomo semplice, che è partito dal basso ed è arrivato ad essere candidato presidente. Lezione di stile e di coraggio per tutti. E di onestà, credo. Io non so cosa farà Obama se verrà votato. Ma per ora è questo quello che penso di lui. Chissà, magari cambierò parere quando lo vedrò in azione, magari la mia opinione resterà invariata. Ma nel frattempo, che la festa abbia inizio. No Obama no party.

Giu
09

) Scrivi il tuo nome intero? Giulia
2) Giorno in cui sei nato? 17 agosto 1991
3) Segno zodiacale e ascendente:  Leone…ascendente Ariete (minchia, 2 segni di fuoco)
4) Altezza? 1.60…spero
5) Colore degli occhi? castano chiaro
6) Colore dei capelli? castani
7) Numero di scarpe? 36 (piedino di bambola)
8) Occhiali? sisi sono miope
9 ) Luogo di nascita? Bè non lo dirò certo a te
10) Residenza attuale? Il mio universo (vedi il post Nella mia scatola cranica)
11) Ti sei mai ubriacato? sisi
12)fumi? a giorni alterni e a fasi lunari…quindi direi no.
13)onnivoro o vegetariano? Onnivoro
14)ti piace disegnare? moltissimo
15) Piatto preferito? Pizza…e gli arrosti, slurp!
16) Sport preferito? Rugby e surf
17) Vai in discoteca? ti piacerebbe…certo che no
18) 3 Aggettivi per definirti? STRANA, MALATA DI MUSICA, FANTASIOSA
17) Il tuo punto debole? mmm…la matematica! sono una schiappa
20) La parolaccia che dici più spesso? cazzo
21) Sei mai stato menato ? non si picchiano le signorine
22) Di cosa non puoi fare a meno? MUSICA
23) La prima cosa che fai al mattino? dire “eccheccazzo, voglio dormire”
24) L’ultima cosa che fai la sera? ascolto musica e leggo
25) Personaggio televisivo che ami? odio la TV
26) personaggio televisivo che odi? Emilio Fede e Bruno Vespa…ma anche tutto canale 5
27) Le 3 cose che guardi in una donna? Che le guardo a fare le donne? sono etero!
28) Mai avuto esperienze omosessuali? No
29) Una persona che ti attrae fisicamente? bè, sono fatti miei…
30) Hai mai tradito? no
31) Sei mai stato innamorato? Si
32) E adesso? chi lo sa…
34) Cosa ti fa innamorare di una persona? il suo modo di pensare, di intendere le cose. Se le trovo profonde, pam! mi innamoro.
35) Se lui tradisce perdoni? io non perdono mai
36) Sei di sinistra o di destra? la prima
37) Ti piacciono gli animali? dipende…in linea di massima si.
38) Caccia,favorevole o contrario? contrario
39) Che squadra di calcio tifi? il calcio ha perso molto
40) In quale periodo storico ti piacerebbe vivere? Gli anni 60-70
41) Se tuo figlia/o fosse gay sarebbe un problema? perchè dovrebbe esserlo…
42) Cosa ti rifaresti dal chirurgo plastico? nulla
43) Credi alla superiorità della razza bianca? certo che no
44) Cos’è la vita? una serie di giorni e di anni che si succedono
45) Credi alla magia e al paranormale? dipende
46) Gli alieni esistono? suppongo di si…
47) Il tuo pittore preferito? boh…dalì…gaugain…e anche se non è un pittore, Andy Wharol
48) Un sogno ricorrente? ce ne sono troppi
49) Una figura di merda che hai fatto? scivolare nel bel mezzo della città…=)
50) Ti depili? nn sono cazzi vostri
51) Un errore che ti riconosci? non aver iniziato prima a suonare la chitarra come si deve
52) Sei religioso? no
53) Bestemmi? solo i santi che mi invento
54) La morte? ………chi?
56) La tua prima macchina, che modello? boooh
57) Di cosa hai paura? della vecchiaia…
58) Dove vorresti vivere? nell’assolata California al ritmo di Indie
59)mezzo di trasporto preferito? Bicicletta, se me la lasciassero usare
60)quante lingue parli? italiano e inglese
61) Hai già avuto incidenti in macchina? no
62) Qualcuno che odi? tante tante persone
63)Ti abbronzi d estate? si
64) Come prendi il caffè? con poco zucchero
65) Coperta o piumone? piumone
66) Lasciare o essere lasciati? non lasciarsi
67) L’insalata che ti piace di più? quella verde…=)
68) frase di un libro? sono davvero troppe
69) Frase di un film? “quando ero piccolo…parlavo con la luna…” splendida
70) fumetto preferito? boh…credo…dylan dog
71) Giorno della settimana? Sabato
72) Programma della televisione? MI FA CAGARE LA TV!!!
73) Preferisci dare o ricevere? Dare.
74) Al mare o in piscina? maremaremare
75) Ristorante preferito? Pizzeria
76) Fiori preferiti? i gigli…di qualsiasi colore
77) Materia piu interessante? Filosofia
78) Animale preferito? i gatti neri
79) Ristoranti o fast-food? Ristorante
80) Studi o lavori? studio
81) Hai tatuaggi o piercing? no
82) Qual è stato il tuo ”record” con il tuo partner? non tocchiamo questo argomento
83) Guarda alla tua destra,che cosa vedi? lo specchio e il mio mobiletto indiano
84) Guarda alla tua sinistra,che cosa vedi? la libreria piena zeppa di libri
85) Nomignoli? Lily…me lo sono scelto io e mi chiamano tutti così.
86) Che cosa fai di solito il Sabato sera? cazzeggio alla grandissima
87) colore preferito? viola
88) Qual è la tua bevanda o cocktail preferita/o? Birra
89) Ti sei mai drogato/a? no…io amo i miei neuroni
90) Dove preferisci essere baciato? anche questi sono cazzi miei
91) Come sei vestito/a adesso? pantaloncini, maglietta grigia di Rolling Stone (il giornale) e ciabatte
92) Spiega un po’ il tuo modo di vestire? decisamente strano
94) Che genere ascolti? tutto quello che vale dal jazz all’indie, esclusi generi commerciali, dance e hip hop…alternativa insomma!!
95) Ti piace il cinema ? si
96) Qual è il film più brutto che hai visto? le colline hanno gli occhi 2…che schifo.
97) Se dovessi vincere 1 miliardo che cosa ne faresti? li spenderei in libri e in viaggi
98) Giochi mai al lotto, superenalotto ecc? no, sono prese per il culo
99) Credi in Dio? no
101) Credi nell’amore? si
102) Credi nell’amicizia? si
103) Ti senti più un cacciatore o una preda? uno spettatore
104) Quali sono i tuoi pregi? sono strana
105) Qual è la prima cosa che vorresti fare oggi? continuare ad essere strana
106) Il tuo segreto più grande? e secondo te lo dico qui…
107) Con quante persone vivi? i miei e quell’animale di mio fratello
108) Di che colore è il tappeto della tua stanza? arancio scuro e blu
109) Che nome aveva il tuo pupazzo preferito da bambino? Capitan Folletto..ci dormo ancora
110) Di cosa hai nostalgia? dell’Irlanda
111) Rivista preferita? Rolling Stone, Rockerilla, XL
112) Che libro stai leggendo attualmente? Hotel Lamemoria
113) Come ti vedi da qui a 10 anni? in California
114) Sei già stato/a condannato/a per qualche crimine? no
115)gusto di gelato preferito? Vaniglia
116) il negozio che sceglieresti per spendere tutti i tuoi soldi ? Libreria
117) Cosa fai di solito quando ti senti giù? ascolto tanta tanta tanta musica…e leggo
118) sei innamorato ora? e chi lo sa…
119) qual’è il tuo film preferito? una canzone per Bobby Long
120) la frase + brutta che ti hanno detto? sei un’indemoniata
121)dormi cn un animale di pezza? si
122) l’ultima volta che hai pianto? pochi giorni fa
123) che cosa vorresti essere da grande? una giornalista e musicista
124) a chi stai pensando in questo momento? a un cantante che amo molto
125) i tuoi migliori amici? Ale, Bicia  e Peppe.
126) fai sesso ovunque o ti fai dei problemi? bè a casa è meglio, no?
127) 2porte o 4 porte? 4
128)questo test è finito: non vedevo l’ora, cristo!

Giu
08

Nella mia scatola cranica c’è un universo. Nella mia scatola cranica ci sono infiniti pianeti e infinite galassie. In alcuni pianeti tutto è nero e silenzioso, in altri tutto è esplosivo e colorato. In base allo stato d’animo scelgo dove andare, grazie allo Scooter Mentale Universale che mi permette di scorazzare da un pianeta all’altro.
I miei pianeti sono strani posti: abitati da creature meravigliose o da mostri, da splendidi angeli del rock’n'roll (che rappresentano ciò in cui credo) o da terribili creature deformi.
Ovunque c’è musica. E’ lo strato di atmosfera che circonda i pianeti. E’ in simbiosi con questi. Quelli esplosivi e colorati hanno ritmi allegri, vivaci, hanno il ritmo dell’indie più movimentato, del jazz, del rock’n'roll più vivace, del rockabilly e del blues alla Blues Brothers. Quelli neri e tristi hanno tutto il bagaglio opposto: l’indie più struggente, il rock più triste, il jazz più calmo, il blues più malinconico.
Io scelgo. Semplicemente scelgo. Tra un Carnevale di Rio e la desolazione di un vicolo, tra la solitudine e la folla…scelgo, e vado su quel pianeta.
Come ogni sistema solare che si rispetti, c’è una Stella principale. E’ Lui, Jeff. E intorno alla sua stella c’è tutta la sua musica, e al posto della luce e del calore, irradia nella mia mente e nella mia anima Grazia, Bellezza, Purezza e tutto quello che sa trasmettermi per il solo fatto che c’è stato.
Lui è il centro della galassia. Lì è da dove parto. Ed è dove faccio ritorno, quando tutto va bene o quando tutto va male, indistintamente. Strano posto la mia mente. Come uno strano labirinto cosmico nel quale perdersi è facilissimo ma a farti ritrovare la strada c’è sempre Lui.
Nella mia scatola cranica c’è un Universo. Il mio. Complesso, vasto, sterminato. Sentieri di luce e di ombra. Aloni di mistero e chiarezza. In pratica io. Che solo lì sono davvero a casa. Nell’intimità della mia anima.

Giu
05

Sì, questo è quello che canterebbero i Queen se si trovassero nei miei panni. La pressione in questo periodo si fa sentire. Nella mia cameretta, a scuola, con la chitarra…tutto è pressione crescente che mi inonda e mi annega. Come un ritmo che sale e che ti stordisce. Come un masso appeso a un filo che sta per crollarti addosso. Tutto ultimamemente è pressione. Scrivo pagine di diario disordinate e stanche, confuse, incasinate…pagine di diario intrise di rabbia, intrise di stanchezza, di isteria…intrise di ogni sentimento negativo che esiste in me. Tutto viene fuori nel giugno peggiore che abbia mai vissuto dacchè io ricordi. E chiaramente c’è solo una cosa che mi permette di trarre un profondo respiro liberatorio. Jeff, sempre lui. Le pagine dei diari poi sono uno specchio. Il più puro che ci sia. Il fatto che queste ultime le stia anche scrivendo in inglese la dice lunga sulla mia assoluta incapacità di esternare certe cose. Ho dei nodi dentro che non riesco a sciogliere, delle matasse non ancora sbrogliate, dei sassi che non ho calciato via dalla strada. Qualcosa di incompleto, incompiuto, qualcosa che è ancora fisso in me e che non riesco a buttare fuori nemmeno con tutta la mia volontà. Qualcosa che ha messo le radici e che non riesco ad estirpare. E dove andare, a chi chiedere aiuto? A chi potrò implorare di salvarmi da me stessa, dai miei demoni? A chi mai potrò rivolgermi per un minimo di redenzione? Dio chi è? Perchè non si fa vivo? Perchè vivo non è. E non nel senso che diceva Nietzsche, “Dio è morto”, dio NON é MORTO perchè NON c’è MAI STATO, e io che me ne sono fatta una ragione non vivo più di illusioni e penso a superare giorno dopo giorno questa merdosa realtà. Mi fa fatica pensare, respirare, tirare avanti, sono sforzi che nell’ultimo periodo per forza di cose non riesco più a sopportare, che non riesco più a non trovare dolorosi e difficili. Sento la pressione che mi inchioda al suolo, sento il suolo cadermi sulla testa (un grazie agli Smiths per la citazione), sento l’INESORABILITA’ di troppe cose e la COSCIENZA di non poter fare una beata minchia per contrastare tutto questo. Bene, ecco un altro dei miei sfoghi. Si stanno moltiplicando pericolosamente, spuntano come funghi un momento dopo l’altro, e ci sono tantissime cose che non ho avuto il tempo di annotare nei diari e che pure ho pensato ed erano intrise dello stesso amaro sentimento. BASTA CON TUTTO. Sarebbe bene staccare e sparire. Ci vorrebbe un momento PER ME E BASTA, da sola, lontano da tutto. Per ritrovare quel poco di me che conoscevo e aggrapparmici come se fosse lo scoglio ultimo della salvezza. Almeno per ritrovare quello che conoscevo. Per poi riprendere a cercare tutto il resto, me compresa. Bastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabastabasta.

Giu
03

Ecco, sono un esemplare femmina della specie umana. Vivo essenzialmente per poche cose: la musica, la mia chitarra, Jeff Buckley, la letteratura e la poesia, i miei amici (che guardacaso mi somigliano) e i sogni che spero di realizzare. Non vedo l’ora di lasciare la mia minuscola città per diventare finalmente figlia del mondo e scoprire tutto quello che posso, persa nella vita che voglio IO.
Sogno un futuro nell’assolata California suonando e scrivendo e ascoltando Indie o comunque musica buona. Spero di andarci con i miei amici e di realizzarci tutti lì dove la vita è come la vogliamo. Punto. Prossima meta, VITA.

BAND PREFERITE: Death Cab for Cutie, Led Zeppelin, Metallica, Nada Surf, Baustelle, Bright Eyes, Calexico, Eagles, Franz Ferdinand, Girls in Hawaii, Guns N’ Roses, Kings of Convenience, Lynyrd Skynyrd, Negrita, Placebo, Queen, Police, Radiohead, Ramones, Clash, Rolling Stones, Rooney, Simon and Garfunkel, Stray Cats, Subsonica, System of a Down, Doors, the Killers, The Kooks, Mamas and Papas, The Second Grace, The Servant, Subways, Velvet Underground, The Who, Tre Allegri Ragazzi Morti, Verdena, Turin Brakes, Weezer, REM, Television, Cocteau Twins, The Smiths, Beach Boys, Grayson Capps, Magic Slim & the Teardrops, Hot hot heat, Inti-Illimani, Doves, Depeche mode, Judas Priest, I love you but I’ve chosen darkness, Coldplay, Blues Brothers, Pink Floyd, Television.

CANTANTI PREFERITI: JEFF BUCKLEY (vedi anche alla voce MUSICISTI), Fabrizio de Andrè, Bob Dylan, Leonard Cohen, Elliott Smith, Joseph Arthur, Neil Young, Van Morrison, Damien Rice, Cat Stevens, David Bowie, Jack Johnson, Israel Kamakawiwo’ole, Jack Savoretti, John Denver, John Lennon, Norah Jones, Patti Smith, Rufus Wainwright, Harry Nilsson, Beck, Alexi Murdoch, Billy Joel, Angelo Branduardi.

MUSICISTI PREFERITI:(si considerano musicisti coloro che suonano soltanto o nelle cui canzoni non sempre sono presenti dei testi. E’ chiaro che anche tutti i precedenti sono musicisti, ma nelle loro canzoni ci sono sempre i testi e raramente pezzi solo strumentali!)
Jeff Buckley, Tom Verlaine (assurdo!!), Miles Davis, Pat Metheny, Charlie Haden, Charlie Parker, John Coltrane, Duke Ellington, Inti-Illimani, Jimi Hendrix, Joe Satriani, Eric Sardinas, Thelonious Monk, Carlos Santana, Ornette Coleman, Dizzie Gillespie, Louis Armstrong, Gilberto Gil, Ray Charles, Cab Calloway, Eric Clapton, Robben Ford.

FILM PREFERITI: la trilogia del Signore degli Anelli, Una canzone per Bobby Long, Little Miss Sunshine, Radiofreccia, La musica nel cuore, Blues Brothers, Arancia Meccanica, Full Metal Jacket, Mary Poppins, The Doors, E.T.,Paradiso + inferno.

LIBRI PREFERITI: “Sulla strada” di Jack Kerouac, “I sotterranei” Jack Kerouac, ”Siddharta” Herman Hesse, “Amleto” William Shakespeare, “Ritratto di Dorian Grey” Oscar Wilde, “I fiori del male” Charles Baudelaire, “Lettere ad un giovane poeta” Rainer Maria Rilke, “Ti prendo e ti porto via” Niccolò Ammaniti, “La casa degli spiriti” Isabelle Allende, “Antologia di Spoon River” Edgra Lee Masters, “Il cuore è un cacciatore solitario” Carson McCullers.     

Giu
03

Se tutto è musica e la musica è ritmo, allora tutto è ritmo.

Questo sillogismo è quello che la mia mente ha partorito in un momento di estrema congiunzione con la natura e la musica. Tutto infatti in natura ha un suono, e quindi un ritmo. I fiumi che scorrono hanno un suono, seguono un ritmo, così come il cinguettare degli uccellini, o il vento che soffia, le onde che si infrangono a riva, il suono delle fronde degli alberi…tutto ha un suono e quindi un ritmo.
il ritmo della natura è un ritmo energico, vitale, e ci sfugge. Siamo abituati a non ascoltarlo, a passare oltre, ed è una cosa gravissima. Perchè il ritmo è esattamente quello che scandisce il respiro. Così come il ritmo del nostro sangue scandisce il nostro respiro, così come la musica che ascoltiamo, e quindi il suo ritmo, lo influenzano, allo stesso modo il respiro del mondo e dell’uomo stesso è ritmato dalla natura.
Per questo, la musica è non solo il ritmo dell’anima, ma anche il ritmo del mondo, e viceversa la natura non è solo il ritmo del mondo, ma è anche quello dell’anima.
Il ritmo infine è una sequenza ordinata e ben scandita di suoni. Di conseguenza è matematico. Questo fa capire come la natura stessa sia matematica. Ma noi siamo davvero troppo stupidi per rendercene conto.

Giu
01

…lo decidono in una sera d’inizio estate. E’ bello stare a casa con i tuoi due amici, quelli con cui condividi idee, progetti, sogni, e progettare insieme il futuro…progettare l’Università a Roma, a Lettere e Filosofia. Progettare la casa insieme nella capitale, i sacrifici per campare senza sprechi perchè i soldi ci servono per andare negli Stati Uniti. Progettare di staccarsi finalmente dai genitori, da questa piccola cittadina vuota e borghese, progettare di viaggiare, di vedere, di scoprire, di scrivere e di suonare.
Progettare insieme i prossimi 10 anni di vita. Bello. E promettere solennemente che sarà così. A volte sembra proprio che le persone siano fatte per incontrarsi e condividere questo. Tre sognatori disperati che legano insieme i loro sogni per viverne uno solo.
Jim e Bicia, grazie. Jim perchè è 3 anni che c’è sempre, Bicia perchè finalmente c’è qualcuno che risponde ai messaggi dei miei neuroni…e anche se sono tre mesi scarsi che siamo amiche, siamo legatissime…o sbaglio? =)
Perchè avere dei sogni è bello, ed avere con chi condividerli è ancora più bello, soprattutto se le persone con cui li condividi hanno lo stesso identico sogno e sono felici di viverlo con te.
Non vedo l’ora di viverlo con voi questo sogno, ragazzi, e di avere la nostra casetta in affitto a Roma ed essere solo noi, io, Bicia e Jim a passare i sabato sera con birra economica a vagare per la capitale per risparmiare per il nostro viaggio americano, per la nostra personale “on the road” che ci sta aspettando al di là dell’oceano…
La vita ci aspetta…e noi la stiamo raggiungendo…lentamente, ma ci arriveremo…andremo via da qui, seguiremo il vento e la forza dei nostri sogni…
Noi tre…Roma…e gli Stati Uniti!! Quando è proprio il caso di dire “California here we come…”
Aspettaci, California…presto accarezzeremo le tue spiagge e le tue onde, le tue strade, e respireremo l’aria della libertà e della fantasia. Presto vagabonderemo per le tue strade assolate, presto scopriremo i tuoi giovani segreti… 

Mag
30

(Dio disse poesia, e poesia fu.)

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she’s half crazy
But that’s why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
Then she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you’ve always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you’ve touched her perfect body with your mind.
And Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said “All men will be sailors then
Until the sea shall free them”
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you’ll trust him
For he’s touched your perfect body with his mind.

Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she’s touched your perfect body with her mind.

Mag
29

Ecco. Succede proprio così…succede che mentre faccio qualcosa, qualsiasi cosa, mi affiorino alla mente situazioni, immagini, persone mai vissute nè conosciute…mi accade di immaginare dei frammenti di esistenza che non corrispondono alla realtà ma che amo annotare nonostante la loro singolare inutilità.
Accade proprio così. L’ultimo vede protagonisti due ragazzi. O meglio, sono una coppia. Lui guida, lei è seduta affianco nella fresca notte Californiana che trabocca di vita e sogno. Sfrecciano lungo le roads ignorando l’aria che passa dal finestrino e la musica delle roadhouse. Passano con la luna in faccia mentre lo stero suona qualcosa non meglio identificabile. Si parlano con la mente. Nella sua Pelle di Luna lei sussurra strane parole confuse e Riccioli del Deserto (lui) la ascolta e talvolta risponde con brevi accenni all’imperscrutabile. Sì, è così che sogno io.
Sogno voci, parole, persone immagini.
Lego insieme tra loro tutte le mie scosse nervose per crearne una tela e tentare di capire almeno una misera parte di me. Ma nonostante lo sforzo, ancora non ci riesco.

Mag
27

                                                                                                                                      G E N E S I

In principio fu il Jazz. Lo spirito nero del ritmo si insinuò nelle menti e nelle mani dei poveri mortali che, presi dalla foga di suonare, improvvisarono degli strumenti e diedero il via al ritmo originario del mondo, al voodoo sonoro, al tumulto pressante che pulsa nel sangue e che prende il nome di Jazz nella sua più primordiale essenza. Dio eletto fu Charlie Parker. Charlie nacque in un sassofono da Creatività e Innovazione. Nacque di notte e per questo era nero. Nei suoi polmoni Eolo rinchiuse la forza del vento per permettergli di suonare con tutta l’aria che aveva. Ma Charlie nella sua infinita essenza volle generare qualcosa che fosse figlia sua e del Jazz: così creò il Blues. Il Blues si reincarnò nelle anime dei neri d’America e sconvolse i neuroni di tutto il mondo. Ma quando anche il Blues volle creare qualcosa, creò Bill Haley e Buddy Holly, che di comune accordo plasmarono il nuovo genere chiamato ROCK’N'ROLL.
Rock’n'Roll nacque dalla mente dei due e dall’unione di Libertà e Ribellione. Ebbe talmente tanti proseliti che ben presto divenne il più potente tra gli dei, e decise di dare inizio ad una nuova stirpe: la stirpe del rock. Per prima cosa, gettò le basi della rivoluzione che gli avrebbe permesso di creare il resto. Così decise di apparire in sogno ad un’intera generazione e istigarla alla rivolta in quello che venne definito il Sessantotto, dall’anno che lo ospitò. Giovanotti e fanciulle rivivevano l’antico rito dei Baccanali non solo nella vita ma anche e soprattutto nella mente, eternamente invasata dal richiamo della Suprema Dea Musica e dei suoi figli onorevoli. Bacco era stato esautorato del suo potere e al suo posto troneggiavano Sesso, Droga e Rock’n'Roll, la triade cosmica che resse il mondo prediletto per molti anni. Quando la generazione diletta fu pronta, Rock’n'Roll inviò il suo profeta primo, Bob Dylan, a convertire i pagani alla nuova religione. Fu lo stesso Dylan a ricevere l’aiuto di altri emissari del Dio Rock, come Leonard Cohen, Simon and Garfunkel e Jimi Hendrix. Quest’ultimo era nato dall’unione di Blues e Psichedelìa, e serbava in sè il gene paterno e quello materno in modo così eccezionale che bastò un patto con Creatività e Innovazione per renderlo una sorta di Dio sulla terra. Fuse il meglio della sua essenza in una musica che cambiò il volto di una generazione e di quelle seguenti. Con lui, l’Olimpo mandò sulla terra anche la giovane Janis Joplin, figlia di Passione e Anima, che con la sua voce, vinta in una gara di canto con la Regina Melofila (= amica del canto), aiutò Jimi nella sua opera. Ma l’Olimpo voleva una maggiore capillarità e creò i Doors. Jim Morrison nacque dall’unione di Poesia e Sciamano e già da piccolissimo fu educato all’arte estatica; fu inviato sulla terra per raccogliere a sè la popolazione e guidarla. Bob Dylan non era contento e decise di imporsi anche lui insieme ai Doors: la popolazione del Rock si divise quindi fra le due figure che seppur separate, concorrevano allo stesso scopo. In seguito, Il dio Folk apparve in sogno contemporaneamente agli Who e ai Led Zeppelin, ordinando ai primi di iniziare il Rock vero e proprio e agli altri di iniziare l’Hard Rock. Così Robert Plant riunì i suoi tre amici e diede il via al genere che avrebbe segnato il seguito dell’evoluzione. Ma contemporaneamente a ciò, Psichedelìa si fuse con Rock e generò i Pink Floyd, che chiamarono così in nome della pioggia rosa che ispirò l’unione sull’Olimpodei suddetti dei. In seguito L’Olimpo fu luogo di altre illustri nascite, come quella di David Bowie, nato da Glamour e Rock, che fu il profeta del Glam Rock. Ma nel 1976-77 in Olimpo accadde una rivoluzione, e nel disordine generale Anarchia si unì a Rock e nacque il Punk, che seppur per poco bruciò il mondo. Punk plasmò a sua immagine e somiglianza i Clash e i Ramones, e anche i Sex Pistols, che lo portarono ovunque con la sua filosofia.
Dopo il Punk fu la volta del Metal. Nel 1982-83 Rock sposò Rabbia e Ribellione e nacque il metallo. Il Metal deve poi la sua particolarità alla mente, che fu plasmata da Prometeo, il quale la adornò di fili di ferro e di filosofia iperalcolica e iperarchitettonica nella struttura della musica. Così nacquero i Metallica, e in seguito gli Iron Maiden, e ancor dopo anche i Guns N’ Roses, che nacquero da Prometeo e Hard Rock.
Nel 1990 Rock si unì a Disprezzo e nacque il Grunge. Esso si incarnò nello spirito di Kurt Cobain e nei Nirvana, così come nei Pearl Jam e nei Radiohead. Ha fine nel momento in cui Kurt decide di tornare all’Olimpo perchè trova che la sua missione sia stata compiuta, anche se in parte.
Ma il Messia deve ancora arrivare. Nato da Grazia e Bellezza, è il Dio Jeff Buckley a ripulire il mondo come emissario dell’Olimpo della musica. Egli, eletto dal concilio dell’Olimpo come definitivo messia, viene a ricevere in dono dalla Suprema Dea Musica la Grazia, la Bellezza, il Romanticismo (spirituale), la Purezza e la Poesia. Così scende sulla terra e con i suoi vocalizzi Dispensatori di Luce riporta l’ordine e la perfezione in un universo caotico come questo. Ma la sua missione durerà poco: richiamato all’Olimpo perchè troppo perfetto per un universo mortale, risalirà al Cielo il 29 maggio del 1997. Dopo di lui il Vuoto ha dominato l’universo e le anime dei suoi abitanti. Ma ad attenuare questo senso di vuoto contribuisce l’Indie. nato dall’unione di Indipendenza e Anticonformismo, l’indie è l’ultimo nato della stirpe Olimpica. E’ tuttora impegnato nella sua opera di civilizzazione ed erudizione sul Sacro Senso della Musica e dell’Uomo, come tutti i generi prima di esso avevano fatto. Reincarnatosi nelle anime dei Death Cab for Cutie, dei The Kooks, dei Nada Surf e di altre band, tenta di riportare l’universo ad un grado di decenza che però ancora non si vede. Dopo il Dio Jeff, sono la speranza dell’universo. Ma verrà il tempo in cui, come narra la profeta Lily (che sarei io), Jeff tornerà sulla terra a dispensare Grazia e a concederla a chi l’ha meritata, riportando il mondo agli albori dorati della sua epoca e iniziandone un’altra più luminosa di questa.

( un grazie speciale a Esiodo che mi ha ispirata con la sua Teogonìa. A volte studiare la letteratura greca ha anche dei risvolti pratici. ) 

Mag
26

Oh si…l’estate sta arrivando…oggi fa un caldo a dir poco sorprendente e in questa fine di maggio sembra tutto dilatato, anche il tempo. Forse soprattutto lui. Sembra non passare mai… stanotte non sono riuscita a dormire e sono rimasta un bel po’ a guardare la luna, finchè una strana forza intorno alle 5 di mattina non mi ha fatta piombare di nuovo fra le braccia di Morfeo, anche se alle 6 ero già attiva e pronta a portare avanti una giornata che è sembrata INTERMINABILE.
Sarebbe bello poter andare in California. So che a volte divento ossessiva con i miei sogni e i miei desideri, ma effettivamente è proprio quello che voglio…poter andare un po’ lì nella terra del sole e dell’indie per vivere un po’ come dico io…e poi trovo che sia un posto bellissimo, specialmente per chi come me vuole imparare il surf. Non vi stupisca quindi il fatto che ascolto l’intera discografia dei Death Cab ormai da sabato.
Detto ciò io passerei alle cose un tantino più serie. Credo che scriverò un libro se la mia malferma pazienza me lo consentirà. L’idea che ho in mente è carina, luminosa come il pomeriggio californiano (in cui sarà ambientata) e allo stesso tempo oscura come la fresca ombra delle stanze con le tapparelle semi-abbassate. Ma l’idea non voglio raccontarla qui.
Comunque volevo proprio dirvi questa bella cosa che è successa oggi: correggere il prof di matematica.
Bene, io e la matematica siamo su pianeti diamentralmente opposti: gli abitanti del mio pianeta sono simpatici neuroni multicolore che folleggiano e suonano delle strane chitarre fatte di filamenti nervosi, mentre spargono colori e pazzia ovunque (per dirla alla Nietzsche, “Bisogna che tu abbia un caos dentro di te per far sorgere una stella danzante”, alias: la pazzia è il motore della creatività. Applauso, applauso a Nietzsche). Gli abitanti del pianeta matematica sono invece esserini superbi e antipatici, di quelli squadrati e geometrici, con gli occhialini e le vocine stridule, quelli che al posto del corpo hanno i simboli matematici e girano armati di squadrette e righelli con le magliette che portano impresse le minacce chiamate numeri. Ecco, è in questo delirante clima della mia mente che svolgo ogni giorno il mio “dovere” (che reputo piuttosto un favore al mio professore per puro amor di media scolastica) e in qualche modo devo trovare dei simpatici diversivi che rendano vivibile un’ora ETERNA.
Bene, parto subito in quarta con la correzione del prof: lui accusa un mio compagno di aver sbagliato l’operazione, quando in realtà lo sanno tutti che scrivere 5/3 x per 2 è lo stesso che scrivere 2 per 5/3 x. Ma lui no. Lui ha deciso di sfatare il mito della proprietà commutativa, compie il suo dovere di paladino della neoscienza per smontare le mie ASSAI SCARSE certezze matematiche che si limitano alle tabelline e alle proprietà delle moltiplicazioni e delle addizioni. Ma questa volta sono nel giusto come un vecchietto quando chiede il posto nel bus: nessuno può dire di no. Fregato. Menomale che ho scelto il Liceo Classico, penso. A questo pensiero segue subito l’immancabile strafalcione del prof che questa volta sbaglia un bel congiuntivo di quelli proprio eclatanti. Il fragore delle risate è clamoroso. Giunge fino agli antipodi dell’istituto e racchiude nella sua gabbia sonora tutte le classi vicine. Il Nostro si accorge subito della gaffe e ammette in modo sconvolgente per un docente di LICEO CLASSICO: “con i congiuntivi ho un po’ di problemi”.
L’ilarità iniziale si trasforma in orrore e raccapriccio: va bene confondersi con la matematica, ma sbagliare un congiuntivo in un Liceo Classico mi sembra davvero il colmo, specialmente se a compiere l’ignobile atto è un professore. Io faccio qualche rapido calcolo (sì, fatto strano…) e realizzo in breve che nemmeno gli alunni sbagliano i congiuntivi. A questa presa di coscienza segue una riflessione dettagliata sull’accaduto: penso che come il mio prof ce ne sono molti, e che poi tutti si lamentano se gli studenti italiani non sono ben preparati. Affianco ai più capaci docenti (di cui tutti i miei prof sono fortunatamente insigni esponenti) ci sono le dovute eccezioni che fanno capire PERFINO ad un alunno quanto sia importante la preparazione di un insegnante.
Se fosse stato un mio compagno a sbagliare non starei nemmeno qui a raccontarlo, ma a dire il vero, se proprio devo essere onesta, ho voluto scriverlo solo perchè non sopporto il mio prof e lui non sopporta me. Specialmente quando qualcuno mi viene a dire che sono io ad essere mentalmente poco elastica o addirittura una che non capisce, bè allora è guerra aperta…chi è che non capisce, eh? io posso anche sbagliare un’equazione (inutile come i fazzoletti usati nella costruzione dell’individuo del futuro) ma almeno so parlare l’italiano, e se è per questo, anche l’inglese. Diciamo che questo voleva essere uno sfogo alla fine di un anno di ingiurie nei miei confronti dai quali con molta classe mi divincolo…muahahah. E vediamo adesso chi ride. No vabbè dai non avevo scopi cattivi con questo intervento. Volevo solo far notare come a volte siano i professori stessi a sottolineare degli errori agli alunni quando loro ne compiono di simili nella materia a loro opposta. Per me è la stessa cosa: italiano ok, matematica zero. Il massimo a cui posso aspirare è un 6 di cortesia dovuto ai molti 8 e ai pochissimi 9 che riesco a rimediare. Quindi Special Thanks to “La mia media scolastica” per avermi impedito di fottermi l’esistenza appresso ad una materia che reputo a dir poco inutile. Saluti e baci e rock’n'roll e pace e amore e mi raccomando, vogliate bene ai vostri amici e alla vostra anima. Sì, proprio così. E ora vado. Sì, devo proprio andare. Andare…

Mag
24

Ecco…credo che potrei descrivere la settimana appena trascorsa come un delirante esempio di esaurimento prossimo venturo. Non ne posso più di nulla o quasi. Passo le mie giornate a studiare per portare a casa dei numeri che non servono a niente. E’ finito the O.C. Sto per suonare al saggio e non ho la minima idea di come affrontare la cosa. Bene. Male. Peggio.
In verità quello che più vorrei è una bella fuga. Andare via, da qualsiasi parte. Anzi, preferibilmente in California a suonare e ascoltare Indie e a vivere in funzione dei concerti delle band, tra cui citerei i Death Cab For Cutie che a mio parere nella scena Indie sono sicuramente tra i più ganzi. Degli altri gruppi indie che stimo ne parlerò un’altra volta. Ora voglio focalizzare l’attenzione sui Death Cab.
Sì dai ditemi che piacciono tanto anche a voi. Io li trovo assurdamente bravi. E anche se qualche sfigato amico mio ha osato definirli “una bella merda” io continuo a difendere il loro indie-onore perchè sono molto meglio delle schifezze che lo star system propone. Sinceramente credo nell’Indie perchè potrà salvare tutto. Mi spiego.
Sono una fervente ammiratrice dei giorni di fuoco del 68, quelli che hanno rovesciato e ricostruito, quelli che hanno innovato e creato, quelli, insomma, che hanno messo sottosopra la seconda parte del secolo scorso. Bene. In quegli anni le motivazioni di un movimento così radicato erano assai profonde, ed esattamente 40 anni dopo mi trovo a rivedere le stesse situazioni che i miei amici hippy hanno combattuto. Questo porta ad una logica conclusione, amici del sillogismo: significa che le carte in regola per un nuovo 68 ci sono tutte. E io ci spero, come ci spero!!
E nel mio piccolo mi dò anche da fare perchè ciò avvenga, ma sarà un processo assai lento…comunque in quegli anni erano il folk e il beat a fare da colonna sonora a un movimento a dir poco rivoluzionario come quello. Se ci sarà un altro 68 (incrociamo le dita, cari amici) credo proprio che sarà l’indie ad assolvere a questo compito di responsabilità. Sì, credo proprio che sarà così.
Io invito solo la gente ad ascoltare qualcosa che non siano i video di Mtv, perchè MTV è IL MALE DEL NOSTRO SECOLO E HA ROVINATO LA MUSICA DEGLI ULTIMI 20 ANNI FATTE LE DOVUTE (e scarse) ECCEZIONI COME IL MIO AMATO JEFF BUCKLEY.
Ecco cosa fare per impedire che la vostra cultura musicale venga infettate dal virus MTV:

  • prendete il vostro televisore, dategli il vostro ultimo saluto e fate il gesto estremo di buttarlo dalla finestra, o in un cesso se le sue dimensioni lo consentono.
  • procuratevi al più presto uno stereo e dei cd vergini.
  • recatevi al computer più vicino e fate accurate ricerche su internet su gruppi rock, indie, blues, metal, punk…insomma tutto quello di cui ignoravate totalmente l’esistenza e che invece è l’essenza della musica. Tutto quello che non sia dance, hip hop e pop insomma.
  • fatto ciò, recatevi all’edicola più vicina e comprate i seguenti giornali: Rockerilla, Rolling Stone, Rock Star, XL.
  • all’acquisto dei giornali seguirà lo studio: dovrete leggere accuratamente ogni pagina e farvi una cultura di base che amplierete ulteriormente su siti internet del tipo www.ondarock.it (figo davvero) oppure partecipando ai forum di www.rockweb.it o sfruttando anche la comoda Wikipedia per conoscere tutto delle band che più vi affascinano.
  • subito dopo lo studio, si spera che avrete una cultura musicale almeno basilare che spazi dagli anni 20 al 3000: se non è così, vi serviranno ancora molti mesi di trattamento intensivo, da seguire diligentemente come la prescrizione del vostro medico.
  • raggiunto un buon livello, date il via alle manine e scaricate un bel paccone di canzoni: questo processo potreste farlo anche DURANTE l’acquisizione di informazioni. Scaricate o comprate gli album, ascoltateli e scegliete quelli ke più vi piacciono eleggendoli a colonna sonora del vostro anno/della vostra vita/dei vostri momenti migliori/ecceteraecceteraeccetera.
  • fatto ciò, avrete sicuramente individuato un gruppo o un cantante che vi affascina particolarmente: è arrivato il momento di dare il via libera alla vostra creatività costruendo il vostro personale altarino in camera vostra alla suddetta band.
  • Il seguente passo consiste nel ripetere tutto da capo ed ampliare la vostra cultura musicale fino alla morte. E comprende anche la doverosa devozione alla band eletta come vostra Luce.

Bene. Spero che qualcuno si lasci convincere dalla mia dedizione alla Dea Musica e ascolti il mio consiglio da amica. Perchè è meglio scavare nel profondo: la musica di superficie non è mai quella dell’anima!! E’ quella dei soldi, perciò la peggiore in assoluto.

Mag
24

Come posso parlare di me e non parlare di Lui? “Lui chi?”, direte voi ignari lettori del mio blog… Lui è Jeff. Jeff Buckley.
Parlare di me implica necessariamente questa parentesi, visto che tutta la mia vita ruota intorno a lui e all’essere fantastico che è, e non parlo in termini materialistici ma in termini puramente spirituali e ideali: non ho mai VISTO la Grazia se non in Lui, non ho mai ascoltato nulla di più angelico della sua voce stupenda, non ho mai avuto prove dell’esistenza di dio (in cui peraltro non credo) ma ho avuto le prove della sua presenza in me e affianco a me. Jeff per me è molto più di un artista. E’ il filo di Arianna che riporta Teseo fuori dal labirinto, è la redenzione e la salvezza, il porto quiete che accoglie le mie ansie e il punto di riferimento più saldo che ho. Lui è la Luce alla fine della notte, è la risposta che dò alle mie domande e la colonna sonora di ogni singolo minuto di ogni mio singolo giorno di ogni mio singolo mese di ogni mio singolo anno.
Ci sono stati svariati momenti nella mia vita in cui c’erano situazioni difficili da sostenere, situazioni strane, buie, e Lui è stato la soluzione. Credetemi, non sono una folle ossessionata: il mio nei suoi confronti è un bisogno REALE. Continua ad essere sempre, costantemente, la persona che sento più affianco, la persona che con la sua voce parla al più profondo abisso di me intrufolandosi in luoghi che neppure io credevo di conoscere e che lui mi fa scoprire per la prima volta.
La sua tragica morte ricorrerà a breve. E sarà mio (doloroso) dovere celebrarla con un post interamente dedicato a Lui, a Lui che per primo è entrato così a fondo nella mia anima prima che lo facesse qualcuno a me vicino, tipo un amico o un’amica; a Lui che è sempre il vino delle mie ebbrezze, a Lui che c’è stato e che mi ha donato tanto, a Lui che nonostante tutto non mi ha mai mollata, a Lui che resta la cosa più straordinaria che abbia mai incrociato sulla strada… a Lui che mi fa andare avanti e che per quanto possa pensare la gente, resta l’unico esempio divino che riesco a concepire.
So benissimo che fate fatica a considerarmi normale dopo certe premesse, ma provate a immaginare cosa significhi aver trovato il modo di essere sereni attraverso la musica, nel mio caso la sua. Sembra strano ma è così, e la cosa peggiore è che è un sentimento che non so spiegare meglio di cosi, nonostante gli sforzi… dovrete accontentarvi e usare un po’ di fantasia e almeno un pezzetto della vostra anima per cercare di capire meglio…ma non importa…io so bene cosa è per me…e questo è l’importante.
A te, Jeff, che sei parte della mia anima e della mia vita, dedico questo blog che porta il verso di una tua canzone. A te che non sei imitabile e che resterai il fascio di luce divina nel mondo. A te. A me. A quello che significhi. E grazie infinite…di tutto, di sempre, davvero. 

   <<…Oh if only you come back to me…if you laid at my side, wouldn’t need no mojo pin to keep me satisfied…I don’t wanna weep for you, I don’t wanna know…I’m blind and tortured, the white horses flow…Your memories fire…the rhythm falls slow…black beauty I LOVE YOU SO…>>
                                                                                    Jeff Buckley, “Mojo Pin”